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Veduta del Monte Nuovo

Il dipinto, ritrovato da Massimo Ricciardi (cfr. depliant presentato in occasione della esposizione Modena Antiquaria 2006), solo dopo la sua pulitura ha rivelato la firma dell'artista.
Il paesaggio raffigura il borgo di Pozzuoli ripreso dalla marina con una inquadratura che sfonda sulle bellezze naturali di quel tratto di costa flegreo, dominando l'osservazione del più vicino Rione Terra ma inglobando la visione della più lontana isola di Capri.

Siamo di fronte ad una delle migliori prove del vedutismo di prima maniera del nostro artista, influenzato dai modelli di interpretazione della luce alla maniera dei vedutisti stranieri come Goetzolff o Scedrine, per la particolare inflessione della luce che si offre come protagonista assoluta del dipinto, oltre che della lezione moderna del paesaggio di Pitloo, all'aria aperta. Questa veduta si pone cronologicamente prima di altre realizzazioni celebri dipinte da Smargiassi tra il 1843 e il '45 (es. Napoli da Mergellina, del Museo di San Martino o Veduta di Napoli da Mergellina, di collezione privata, pubblicata in Smargiassi e il suo tempo, cat. Mostra, Francavilla al Mare 1986, p. 74). A differenza delle vedute più note, qui l'artista dà prova di equilibrio nella distribuzione dei piani prospettici come nella stesura dei dati pittoreschi, -le barche e i pescatori non si trasformano in dati anacronistici- e risulta accattivante quella calda luminosità dell'atmosfera, resa tersa nella luce chiara della prima alba, principio di seduzione captato da tutti i viaggiatori del Sette e Ottocento che riconoscevano nel clima dei luoghi mediterranei, la vera ricchezza del nostr “bel paese”. Difatti, le brevi ma sapienti note di Francis Napier, viaggiatore inglese dell'Ottocento che ebbe l'opportunità di incontrare i nostri artisti napoletani e, dopo il suo viaggio, di redigere la prima storia della pittura dell'Ottocento a Napoli, ci ricordano che tra i paesaggi più graditi al collezionismo straniero risultassero soprattutto quelli “gai e decorativi di Smargiassi (..)” . essi “possono diffondere tra le loro mura un'eterna estate gradevole alla vista quando la natura al di fuori è così squallida e deserta (..)” (F. Napier, Pittura napoletana dell'Ottocento, Napoli, 1956, p. 130).

 

(Da “Ottocento e Novecento”, a cura di R. Caputo, ed. Galleria Vittoria Colonna, Napoli, 2006)

Autore: Gabriele Smargiassi
Informazioni: - Firmato in basso a destra Pozzuoli/Smargiassi - Collezione privata, Napoli Bibliografia
Bibliografia:
  • AA.VV.: Ottocento e Novecento, a cura di R. Caputo, Ed. Galleria Vittoria Colonna, Napoli, 2006.

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