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Uno sposalizio abruzzese

L’opera segna in qualche modo il passaggio dalla maniera fiorentina a quella rosburghese e riprende un tema toccato dal venosino Giacomo Di Chirico e da Paolo Michetti nel suo Sposalizio in Abruzzo del 1876. Diversa, tuttavia, la sintassi compositiva del dipinto di Celommi caratterizzato da una forte orizzontalità espressiva per la quale tutte le figure appaiono disposte su un piano frontale in una sorta di allineamento al casolare sull’estrema destra. L’atmosfera primaverile, in un tripudio di colori che la sapiente tavolozza cromatica dell’artista modula con perizia e abilità compositiva, circonda i personaggi della scena da matrimonio: dalla madre della sposa che accorre sorridente in abito da casa, lasciando le sue occupazioni, per accogliere gli sposi; al nonno, colto i un atteggiamento di gioia pausata dalla sua tarda età; dallo sposo, allegro e baldanzoso nel suo abito da festa, rivolto alla promessa sposa, ritrosa ma piena della concretezza femminile contadina, alla giovanetta,bionda e  ricciuta, estasiata e in ammirazione della fanciulla che sta per  coronare il suo sogno d’amore. E poi una folla di personaggi: parenti e amici che gettano i riso augurale; una ragazza che versa il vino; una bimba con un lembo della veste alzato a raccogliere confetti. E ancora musicanti, armati di chitarra e “ddu-botte”, botti augurali sparati da contadini che si tramutano in festoso stupore negli adulti e in un disperato pianto nel bimbo aggrappato al collo della madre. Una scena gaia e pittoresca, brulicante di figurine che conferiscono dinamicità alla scena, pur pausata dall’andamento orizzontale e sottolineata dalla pennellata fluida che lascia trascorrere o sguardo  come su un'onda in movimento. Il tema ricorda da vicino quadretti tipici della civiltà contadina meridionale, esaltata dal mare di luce che cade dall’alto obliquamente e si distende su persone e cose e tradisce ancora una volta l’amore dell’artista per la sua terra, quel suo bisogno di “vero” che  bisogno irrinunciabile di recupero della propria identità e delle proprie radici.

Paola Di Felice

Autore: Pasquale Celommi
Informazioni: olio su tela cm. 65 x 127, firmato in basso a destra “P Celommi” - Collezione privata
Bibliografia: - Anonimo: L’Esposizione Operaia di Teramo, le Belle Arti, in “Il resto del Carlino”, 4 luglio 1888. - Arbace L. (a cura di): Il sentimento della natura, pittori abruzzesi al tempo dell’Italia unita, Cat. Mostra, Pescara Museo “V. Colonna”, luglio-novembre 2012, Ed. Fondazione Pescarabruzzo, Ianieri Pescara, 2012. - Aurini R.: Dizionario bibliografico della gente d’Abruzzo, Andromeda Ed., Roma, 2002. - Braccili L.: Pasquale Celommi: un grande rosetano al servizio dell’arte, in “Mostra antologica dei pittori della luce”, Roseto degli Abruzzi, 1980. - Calisti G. (a cura di): Pasquale Celommi 1851-1928, Cat. Mostra, Museo Villa Urania, Pescara, giugno-ottobre 2008, Ed. Museo Villa Urania, 2008. - Calisti G. (a cura di): Vibrazioni di luce: Pasquale e Raffaello Celommi. Poesie dipinte, Cat. Mostra Museo “V. Colonna” Pescara, dicembre 2012-aprile 2013, Ed. Fond. Pescaraabruzzzo. Ianieri Pescara, 2012. - Di Francesco P.: L’arrivo degli sposi, in “Corriere Abruzzese”, Teramo, 26 giugno 1884. - G.R: Per le regioni dell’arte, Pasquale Celommi, in “Corriere Abruzzese, Teramo, 22 settembre 1886, N. 76. - Luna L.: Pasquale Celommi, il pittore della luce, Rotary International, Teramo, 2008. - Martorelli L.: Pasquale Celommi, in “Artisti teramani dell’Ottocento”, Fondazione Francesco Paolo Michetti, Francavilla al Mare, 1986. - Silvan P. (a cura di): Gente d’Abruzzo. Verismo sociale nella Pittura abruzzese del XIX secolo, Cat. Mostra Assisi, giugno-settembre 2010, Ed. Scienza e Lettere, Roma 2010.
Esposizioni: - L’Esposizione Operaia di Teramo, le Belle Arti, Teramo 1888. - Mostra antologica dei pittori della luce, Roseto degli Abruzzi 1980. - Artisti teramani dell’Ottocento, Fondazione F.P. Michetti, Francavilla al Mare, 1986 - Pasquale Celommi 1851-1928, Museo Villa Urania, Pescara, giugno-ottobre 2008. - Gente d’Abruzzo. Verismo sociale nella Pittura abruzzese del XIX secolo, Assisi, giugno-settembre 2010. - Il sentimento della natura. Pittori abruzzesi al tempo dell’Italia unita, Pescara, Museo “V. Colonna”, luglio-novembre 2012. - Vibrazioni di luce: Pasquale e Raffaello Celommi. Poesie dipinte, Museo “V. Colonna” Pescara, dicembre 2012-aprile 2013. - Pasquale Celommi. La pittura tra rotte di scambi culturali, Teramo, Pinacoteca civica. aprile-giugno 2014.

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