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Nel canneto

Nel canneto, opera di ritrattistica femminile datata 1896 (già presente nella prestigiosa collezione aquilana dei Paris-Marinucci) , rientra a pieno titolo fra le celeberrime del pittore rosetano, tutte di ampio respiro dimensionale e accattivante approccio dialettico, assurte nel tempo a sintesi iconologica della condizione socio-culturale dell'epoca, accanto ad altre non meno rappresentate (tali Ragazza con canestro del 1887, La pescivendola del 1888, Effetti di luce del 1896, La profuga del 1919 e La lavandaia).

Anche in questa tela i punti essenziali e tali gli elementi di analisi sono quelli ricorrenti della pittura di Pasquale Celommi: la straordinaria resa veristica del soggetto colto in movenze di grazia o comunque di ricorrente semplicità espressiva, il sapiente dispiegamento di una tavola cromatica quanto più naturale affrontata ad un giusto contrappunto luministico che, pur senza temerarietà sperimentali offre un giusto sostegno all'equilibrio tonale dell'insieme, la preziosa citazione dell'abbigliato, la frequente e riuscita contestualizzazione ambientale.

E su tutto prevale la volontà, nei toni e nei modi, di rendere omaggio alla gente della sua terra.

A tal proposito bene scriveva Luca Luna (cfr. L. Luna, Pasquale Celommi. Il pittore della luce, Ed. CRC, Teramo, 2008): “... Nel canneto, olio dalla squisita sensibilità coloristica, si legge la presenza del ritrattista e paesaggista, dotato di grande padronanza dei ferri del mestiere. La ragazza teramana vuol dare prova della sua prorompente avvenenza. Una bellezza contadina, ma fiera e accattivante. Sicura di sé, lei ha messo su gli abiti più cari e colorati, le gioie del dì di festa. I lineamenti forti, marcati, di buon sangue, gli occhi lucidi di malizia  campagnola la rendono, lei prodotto della civiltà contadina, di una simpatia universale. Piace e lusinga malgrado i canoni estetici cambiati. Il primo a sentirla è Celommi, che la rende con sentimento, segno di una provata affezione, oltre che con raffinata perizia tecnica. La folta vegetazione del canneto (che con una mano lei cerca di aprire) dà alle sue forme più charme, lasciando insinuare il desiderio dei sensi”.


Pasquale Del Cimmuto

Autore: Pasquale Celommi
Informazioni: olio su tela, cm. 114 x 68 - firmato in basso a destra PCelommi - Collezione privata
Bibliografia:
  • Anonimo: L'Esposizione operaia di Teramo, Le Belle Arti, in “Il Resto del Carlino”, Anno V, Bologna, 4 luglio 1888, nota 186.
  • AA.VV.: Artisti Teramani dell'Ottocento, Ed. Fondazione F.P. Michetti, 1986, ripr. b.n. Tav. 4.9.
  • AA.VV.: Pittori abruzzesi dell'Ottocento, Ed. Banca Popolare dell'Adriatico, Pol. Mancini, Sambuceto, 1995, ripr. col. pag. 72.
  • Calisti G.: Pasquale Celommi – tra arte e fotografia, Ed. Noubs, Chieti, 2008, scheda 11, pag. 118.
  • Calisti G.: Pasquale Celommi 1851-1926, cat. Mostra, Pescara, Museo “Villa Urania, giugno-ottobre 2008, ripr. col. Pag. 46.
  • Croce E.: Pasquale Celommi: un pittore del mare, in “Itinerari del gusto”, giugno 2001.
  • Gandolfi A., Mattiocco E.: Ori e argenti d'Abruzzo, Ed. Carsa, Pescara, 1996, ripr. Col. Pag. 102.
  • Luna L.: Pasquale Celommi. Il pittore della luce, Ed. CRC, Teramo, 2008, p. 69.
Esposizioni:

  • Omaggio a Celommi, Roseto degli Abruzzi, Pal. Dell'Ist. Tecnico, agosto 1970.
  • Mostra antologica dei pittori della luce: P.R.L. Celommi, Roseto degli Abruzzi, Villa Comunale, 1980.
  • Artisti teramani dell'Ottocento, Francavilla al Mare, 1986.

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