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La difesa dell'erba

Il dipinto  pubblicato anche con il titolo Assalto alla diligenza (Catalogo Ottocento, XXI, Torino 2003, p. 462) – presenta un arido scorcio paesaggistico su cui si apre un sentiero al centro del quale  si svolge una scenetta di genere, espediente narrativo che fornisce lo spunto per la resa di un bel brano di campagna del sud Italia: un asinello, che crolla sotto il peso del fieno, delle gerle e della piccola contadina in bilico sulla soma, viene immediatamente preso d'assalto da un gregge di capre che si avventa famelico sull'appetitoso carico. Al richiamo delle urla della ragazzina arriva il pastore armato di bastone che cerca di scacciare il gregge dall'ambita preda.

Il soggetto, in cui l'ambientazione agreste riporta con immediatezza alle scelte predilette da Palizzi, è in effetti una antologia di temi e soggetti studiati separatamente, con spirito analitico, dal pittore: il fieno è il soggetto principale di Un fascio d'erba di primavera, Roma GNAM; le capre come tutte le pastorizie, sono state oggetto di molti suoi dipinti – Napoli, Accademia di Belle Arti, Gruppo di capre, Napoli, Accademia di Belle Arti, Capre in pastura, Napoli, Coll.  privata (in P. Ricci, I fratelli Palizzi, Busto Arsizio 1960, Tav. 38) – ripresi dal vero durante gli assidui viaggi a Cava compiuti anche con il fratello Giuseppe verso il 1855, quando questi rientrò per la prima volta in Italia da Parigi, come documentano anche le opere di quest'ultimo Une Vendange, chèvre, Roma, Coll. priv. (n P. Ricci, cit, Tav. 48) e Pascolo anche noto come Sonno al meriggio, Napoli, Accademia di Belle Arti.

E' interessante notare come Palizzi sia intervenuto a quattro anni di distanza, con ironia matura, su un tema che aveva trattato con piglio drammatico e convenzionale ne La difesa del gregge del 1854, Padova, Coll. priv. (cfr. M. Picone Petrusa in dal Vero Il  paesaggismo napoletano da Gigante a de Nittis, cat. Mostra a cura di M. Picone Petrusa, Torino 2002, scheda 37) avendo superato gli accademismi e impacci disegnativi che sono ancora evidenti nel dipinto del '54, con la maturazione del linguaggio pittorico  che nel nostro dipinto mostra una acquisita perizia nel rendere la natura in modo “genuino”, l'artista restringe il campo visivo sul gruppo centrale, dando maggiore rilievo alla costruzione piramidale dell'opera.

Patrizia Piscitello

da

La pittura italiana dell'Ottocento nelle collezioni private italiane – L'Ottocento Napoletano, dalla veduta alla trasfigurazione del vero

Ed. Galleria d'Arte Vittoria Colonna, Napoli, 2003.

Autore: Filippo Palizzi
Informazioni: olio su tela, cm. 49x73 - firmato e datato in basso a destra Filip. Palizzi 1858 - Collezione privata, Napoli

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