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Francesco Paolo Michetti Previous

Ritorno dai campi

Nel personale microcosmo campestre, che muta soltanto attraverso un inesausto sforzo creativo, trovando sempre nuove sintonie, nuove soluzioni evolutive delle medesime rappresentazioni, il  Ritorno dai campi dei due pastorelli viene sperimentato da Michetti in diverse occasioni con variazioni di postura e della resa atmosferica, spesso studiate dal vero e realizzate tramite il supporto fotografico.

Si può infatti confrontare il dipinto con i Pastorelli, spostati verso sinistra e seguiti da un gregge di pecore illustrato in Ottocento. Catalogo dell'Arte italiana dell'Ottocento (N. 25, Mondadori 1996, p.164), con un'altra versione, molto simile, di quest'ultimo dal titolo Ritorno dai campi del 1875 (Francesco Paolo Michetti. Dipinti, pastelli, disegni, Napoli  1999, p. 64) con la Guardiana di polli del 1877 (ibidem, p. 81), con la Pastorella del 1887 (ibidem, p. 81) che regge un grappolo d'uva seguita da un gregge di pecore e dal pastorello più piccolo, il medesimo del quadro qui in oggetto, replica a sua volta del dipinto La pastorella al pascolo della donazione Rotondo (Napoli, Museo di San Martino); mentre la Pastorella, proveniente dalla Raccolta del Barone Chiarandà, smembrata nel 1938  (Collezione Barone Chiarandà, catalogo di vendita, Napoli 1938, p. 25, Tav. 1; esposto alla Biennale di Venezia del 1932, poi alla “Mostra dei tre secoli della pittura napoletana” del 1938, pubblicata nel numero 24 del Catalogo dell'Arte italiana dell'Ottocento, Mondadori, 1995, p. 161) è essenzialmente la stessa del dipinto di cui qui si parla.                                              
Le indagini poetiche sulla natura si coniugano ai piccoli personaggi che la riempiono, contadinelle e pastorelli, come era lui, il “curioso ragazzo” vestito da pastore con la tasche rigonfie di essenziali generi alimentari per la cena, notato da Dalbono nella classe del Regio Istituto di Belle Arti. Questi piccoli protagonisti completano l'idillio arcadico della natura, e trovano un corrispettivo nelle terrecotte di Raffaele Belliazzi, di Costantino Barbella e dello stesso Michetti.

In questa tela di Michetti si ritrovano alcuni aspetti peculiari della sua pittura: larghe zone appena accennate accanto ad altre ben rifinite, colore armonioso e stabile, ma luminoso, che restituisce un generale sentimento rasserenante.

Isabella Valente

* tratto da: La pittura italiana dell'Ottocento nelle Collezioni private italiane. L'Ottocento Napoletano. Dalla veduta alla trasfigurazione del vero, ModenAntiquaria 2003, pagg. 58-59.

Autore: Francesco Paolo Michetti
Informazioni: olio su tela - cm 37,5 x 51,5 - firmato in basso a destra “Michetti” - Collezione privata
Bibliografia:
  • Borgiotti -Nicodemi- Schettini, 1961, Tav. LXVI
  • International market, 1982, Tav. 133
  • Catalogo Galleria Silberngl, Milano, 1992, pp. 67,89
  • Caputo 1999, Tav. LXVIII
  • Caputo, 2002, pp. 72-73. 
Date: Tocco da Casauria (CH) 1851 – Francavilla al Mare (CH) 1929

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