Valerico Laccetti Previous

Ritrattino di fanciullo

L'opera del tutto inedita, proveniente da una collezione romana, si segnala, oltre che per l'intensità emotiva del soggetto, per l'assoluta rarità, a nostra memoria, della frequentazione del genere (il ritratto appunto) da parte del pittore vastese. Di fatto Valerico Laccetti, allievo ed ammiratore del più illustre conterraneo Filippo Palizzi di cui seguì abbastanza pedissequamente i modi pittorici, come Filippo predilesse, peraltro con apprezzabili risultati, la rappresentazione del paesaggio, della natura e di soggetti animali.

Fra le pochissime prove di genere conosciute del Nostro si apprezza un bel Ritratto di Luigi Laccetti (olio su tela cm. 43 x 31,5) conservato nella Pinacoteca del Museo civico di Vasto che, nella sua esposizione, irreprensibile e rigorosa da un punto di vista concettuale e formale, condivide con l'opera qui presentata l'ambientazione tonale  e soprattutto la forte resa introspettiva.

Più portato verso la “ritrattistica”, fra tutti  gli ottocentisti abruzzesi, fu certamente Teofilo Patini, di cui Laccetti sembra qui riecheggiare i modi, vuoi con i toni caldi dell'impianto cromatico (cfr. Testa d'uomo, in collezione privata a Castel di Sangro) vuoi per il nitore disegnativo. Risulta a tal riguardo espressa con un fraseggio essenziale e particolarmente felice la risoluzione concisa e vivace del modesto abbigliato del fanciullo (che per qualche verso ricorda quella della figura centrale di uomo di Pulsazioni e palpiti (in Collezioni d'arte dell'Amministrazione Provinciale de L'Aquila) o  del Bimbo  passato in asta da Della Rocca nel 2004, già in Galleria Pesaro di Milano ed attualmente in collezione privata.

Ciò che appare però stupefacente e degno dell'abilità di un grande artista (del resto Laccetti è stato capace di prove di valore “palizziano” -cfr. Interno di stalla ne www.ilvoto.com-) è la condizione  espressiva del soggetto ove il piccolo protagonista interpreta straordinariamente un momento di  tristezza trattenuta al limite della commozione. Il tutto giocato sul vivo contrasto dell'incarnato con la folta ed incolta chioma corvina che contribuisce ad indicare e significare vieppiù il ceto popolare (“patiniano” ?) del fanciullo.


Pasquale Del Cimmuto

Autore: Valerico Laccetti
Informazioni: olio su tela cm. 35 x 28,5 - firmato in basso a sinistra Laccetti

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