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Marina di Sorrento

Il bozzetto per l'opera qui rappresentata, inedita e non firmata come spesso accade in Nicola Palizzi, è conservato presso il Museo Civico di Vasto con il titola Marina di Sorrento, pervenuta nelle collezioni pubbliche grazie alla donazione di Filippo Palizzi del 1898. Il dipinto, di maggiori dimensioni e con l'insolito e affascinante formato tondo, presenta alcune impercettibili varianti -quali in primo piano alcune imbarcazioni e lo sviluppo verticale del fumo del vulcano- che non intervengono significativamente nella raffigurazione dell'attività quotidiana dei pescatori sulla costa di Sorrento. Assegnabile per via stilistica alla maturità dell'artista, e dunque alla metà degli anni '60, il dipinto si distingue per la tavolozza vivace e per il ductus pittorico compendiario. Sono precisamente questi gli elementi di innovazione dell'arte di Nicola: da una parte assieme al fratello Filippo arricchisce “la tavolozza povera col solo giallo d'india” tipica della scuola di Giuseppe Bonolis - lo ricorda in una lettera l'altro fratello Francesco Paolo- mentre dall'altra anticipa il superamento della minuzia descrittiva dello stesso Filippo in favore di una pittura di sintesi, poi ereditata in maniera esemplare dai rappresentanti della scuola di Resina.


Gianluca Berardi

Autore: Nicola Palizzi
Informazioni: Olio su tela, in tondo diametro cm. 55 - Collezione privata
Bibliografia:
  • Lo Studio nuovo di Nicola Palizzi (1820 – 1870): dalla scuola di Posillipo alle esperienze di Resina, in “Palizzi del Vasto”, a cura di C. Savastano e G. Di Matteo, Teramo 1999, pp. 12-21.

 

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