Cesare Averardi Previous

Pastorello

Nel dipinto un pastorello è sdraiato sul fianco, con l’avambraccio destro poggiato sull’erba, a mo’ di puntello, mentre con la sinistra stringe un bastone nodoso, ricavato da un ramo bitorzoluto che serve al giovane pastore per guidare il gregge o rendere meno faticoso il suo inerpicarsi o le sue discese nei luoghi più scoscesi. Un cappellaccio logoro, al pari dei pantaloni e della camicia, ripara dalla canicola estiva il capo del pastorello che guarda lontano, con gli occhi cui la speranza di un futuro diverso, nonostante l’eredità di povertà e sofferenza, conferisce vivacità e forza.

Tutt’attorno una natura estiva, resa con una tavolozza cromatica dal blu al giallo intenso che soffonde all’intorno una forte luce ad animare e accendere ogni particolare e, provenendo dall’alto a sinistra, illumina il lato sinistro del corpo del fanciullo, lasciandone in ombra la parte poggiata sull’erba. Sullo sfondo i monti tanto cari all’artista, resi con pennellate “a macchia” che sfumano in lontananza ma, grazie all’impasto materico grumoso, campiscono lo sfondo sia pur lontanante.

Il quadro, al pari de La pastorella, (olio su tela di cm 28,5x28,5, Giustino Averardi – Villa Rosa di Martinsicuro), potrebbe assai verosimilmente essere  uno studio preparatorio per la scena dell’opera I pastorelli, (olio su tela, cm 62,5x90,5, Nike Averardi Masini - Roma) nella quale, ritta dinanzi al pastorello, una giovane guarda anch’essa lontano, verso un futuro forse di speranza.

Anche questa, come altre, appare un’opera assimilabile ad una  lastra capace di registrare ogni minima variazione di luce e di tono, attraverso la quale l’artista fa un bagno dì realtà, si proietta fisicamente dentro il motivo, abbandonando la quieta penombra del suo atelier.

Ogni concetto suggerito dall’opera diventa un substrato indispensabile per tramandare pensieri e emozioni; con bagliori e luminosità, inseriti in contorni labili e tra segni avvolgenti. Egli cerca così i riverberi e le atmosfere intense e decise mentre  la delicatezza degli elementi si trasforma in messaggio vivido in grado di distendere un velo spesso sulle inquietudini quotidiane  che accompagnano l’esistenza dell’uomo.

Ancora una volta dunque una scena tutta creata con una materia coloristica, ricca di pasta e intensa di tono che dà compattezza alle figure mentre si sfalda la linea di contorno, quella linea che spesso aveva tracciato l’espansione di corpi in riposo, in dinamica tensione, con rigorosa architettura anatomica.

I paesaggi vengono realizzati per lo più dopo il 1922 quando l’artista, ritirandosi a Villa Passo, vive in un rapporto empatico con la sua terra e con quella natura. Ed è qui che va cercata la vena più intima di Averardi: in quella natura di cui avverte la potenza nella sua verginità, nella sua forza ancestrale ma anche il lirismo poetico e le suggestioni fantastiche. Una realtà colta in flagrante, quasi fuggevole, per catturarne la sensazione visiva allo stato nascente, senza filtri, senza regole prestabilite, senza strumentazioni macchinose.

Vi aleggia un tono di forte “commozione”, mentre dipinge il “suo” paesaggio vivo e reale, reso da pennellate “aggrumate” e il protagonista della scena, accumulando brutalmente impasti sovrapposti a spatola e mostrando negli strati successivi zone prive di materia dalle quali affiora lo strato precedente, è reso con  ineguagliati effetti di profondità e densità. La fattura è solo apparentemente poco ricercata mentre il contenuto privilegia un tema semplice, esposto senza narrazione né psicologia per lasciare spazio ad una poesia parimenti elegiaca e triste.

In questo modo, a poco a poco, fecondo anticipatore dell’arte di pieno Novecento, Averardi si accosta ad una sfocata indeterminatezza nelle immagini che sfronda di particolari, limitandosi a suggerire i dettagli invece di definirli, per approdare deliberatamente a rappresentazioni che rivendicano una propria inalienabile autonomia.  

Paola Di Felice

Autore: Cesare Averardi
Informazioni: olio su tela, cm. 25,5 x 49,8. - Firmato in basso a destra “C. Averardi” - Collezione privata

Leave a Comment

Contatti

  • Italian (IT) translation has not been installed, but is available. To fix this problem simply install this extension once again, without uninstalling it. Learn more.
captcha
Reload

Riconoscimento

 

 

Il presente sito utilizza i "cookie" per il suo funzionamento e per facilitarne la navigazione.