Basilio Cascella Previous

Biografia - B. Cascella

   Basilio Cascella nasce a Pescara alle ore nove di mattina del primo ottobre 1860 (F. Di Tizio, 2006) da Francesco Paolo di professione “sarto per signore”e Marianna Siciliano. Viene battezzato il giorno seguente nella Cattedrale di San Cetteo.

Dall'unione nascono un altro fratello Ernani (che sarà musicista) e tre sorelle (di cui si ricordano Adele e Camilla).

   Nel 1870 la famiglia si trasferisce per motivi di lavoro nella vicina Ortona andando ad abitare in una casa contigua alla Cattedrale di San Tommaso Apostolo. Qui il giovane Basilio frequenta le scuole elementari dividendo poi il tempo libero tra il negozio di sartoria del padre e lo studio di un locale  scultore canoviano ove produce le sue prime prove di disegno.

   Nell'aprile del 1875 intraprende un viaggio verso Roma ove si stabilisce per qualche tempo per frequentare le scuole serali degli Artieri e lo stabilimento litografico Salomone ove impara l'arte della litografia.

   Nel 1879, dopo quattro anni di soggiorno nella Capitale, si porta a Napoli ove viene a contatto con tutti i più rinomati esponenti della Scuola pittorica partenopea. Sbarca il lunario producendo biglietti da visita e figurini di moda.  

   Nel 1880 è chiamato ad assolvere il servizio di leva a Pavia ove conosce e frequenta lo scultore Medardo Rosso e il pittore Vincenzo Irolli dai quali riceve incoraggiamenti e consigli.

  Nel 1881 fa momentaneo ritorno ad Ortona per poi dirigersi a Milano ove lavora nello Stabilimento Litografico Bozzino. Frequenta le Associazioni artistiche locali e stringe amicizia fra gli altri con Gaetano Previati e Tranquillo Cremona. Apre un laboratorio cromolitografico in Corso di Porta Vittoria producendovi quasi esclusivamente illustrazioni sacre.

In pittura licenzia il Ritratto di Vincenzo Irolli, la Allegoria dell'amore e una Figura di donna oltre al Ritratto della madre (Pescara, Museo Cascella).

   Nel 1883 torna momentaneamente ad Ortona ed è impegnato nelle decorazioni della sala consiliare del Municipio (distrutte nell'ultimo conflitto).

   Nel 1884 partecipa a Torino all'Esposizione generale Italiana di Arte Contemporanea col dipinto Mantello e sottabito raffigurante costumi abruzzesi.

   Nel 1885 dipinge Testa di arabo (Chieti, Museo Barbella) che presenta alla Promotrice napoletana e un Autoritratto giovanile (Chieti, Museo Barbella).

   Nel 1887 è all'Esposizione Nazionale Artistica di Venezia con due quadri entrambi dal titolo Ventaglio.

   Nel 1888 è presente alla Esposizione Italiana di Londra con Gallo con gallina e Disegno per ventaglio.

   Il 26 maggio del 1889 sposa ad Ortona Concetta Palmerio ventiquattrenne da Guardiagrele. Continua a dividere la sua attività fra Milano ed Ortona.

    Nel 1890 dipinge Zingara (Chieti, Museo Barbella) ed inizia a collaborare con la rivista “Tribuna illustrata”. Il 24 marzo dello stesso anno nasce  il suo primogenito Tommaso.

    Nel 1891 è presente a Palermo alla Esposizione Nazionale con le opere Le prime tentazioni, Una maestra rurale e Studio.

    L'otto settembre 1892 sempre ad  Ortona vede la luce il suo secondogenito Michele.

   Torna nel 1893 alla Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli con La lotta e la fine (poi distrutto dallo stesso Autore). Nello stesso anno licenzia uno studio per Il trionfo della morte.

   Nel gennaio dell'anno successivo esegue lo Studio preparatorio per “Il suono e il sonno” (Chieti, Museo Barbella), opera completata nel febbraio dello stesso anno. Il grande dipinto definitivo  (cm. 265 x 350)  è inviato  alla XXIX Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Napoli e successivamente a Milano alla II  Esposizione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera. L'opera sarà  in seguito acquistata dalla Provincia di Chieti.

Nell'estate dello stesso anno compone le illustrazioni ad un libro, L'immorale di Enrico Annibal Butti.

   Nel 1894 il Comune di Pescara, su sua richiesta, gli concede un terreno di 1.400 mq su cui impiantare “uno stabilimento artistico di pittura, litografia ed arti affini” in Via delle Acacie. Basilio si trasferisce così definitivamente in Abruzzo.

   A fine 1895 è a Roma per partecipare alla LXVI Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti con L'infeconda (riprodotta poi anche in ceramica).

   Nel 1896 esegue l'illustrazione per la raccolta di racconti di Giuseppe Mezzanotte I tre amori e altre allegre novelle e il disegno Il Santuario di Casalbordino (Chieti, Museo Barbella).

  Nel 1897 licenzia la litografia La Maddalena penitente da Tiziano (Pescara, Casa natale di Gabriele D0'Annunzio). Al contempo sostiene la campagna elettorale al Parlamento per l'amico socialista Carlo Altobelli. In quel collegio però risulterà eletto Gabriele D'Annunzio.

    E' del 1898 Per la via del Santuario, dipinto ad olio di proprietà del Municipio di Pescara.

   Il 1899 è l'anno di nascita della rivista Illustrazione abruzzese, ideata concettualmente in ambienti artistici e culturali romani ma che mira ad una valorizzazione della cultura regionale valendosi così della collaborazione di illustri intellettuali abruzzesi (Giuseppe Romualdi, Vincenzo Bucci, Luigi Antonelli). Della rivista Basilio è, oltre che ideatore, coordinatore e principale illustratore di copertine, tavole interne, decori e fregi. La pubblicazione si interrompe al quinto fascicolo per insanabili carenze economiche.

   Affatto demoralizzato per questa esperienza negativa il Nostro tenta, agli inizi del 1900, una nuova prova editoriale con la Illustrazione Meridionale, rivista quindicinale sostenuta dalla Grande Esposizione di Igiene di Napoli. Fra i collaboratori spiccano i nomi di Matilde Serao, Edoardo Dalbono e Salvatore Di Giacomo.

Per difficoltà economiche la pubblicazione si interrompe appena al terzo numero.

   Negli anni successivi Cascella si dedica ad arti diverse: illustrazioni, ferro battuti e tessuti, etichette, manifesti ma soprattutto cartoline illustrate.

Nel 1901 realizza la serie di cartoline II Serie Abruzzo o Usi e costumi abruzzesi e la III serie Abruzzo o Costumi abruzzesi (di dodici cartoline ciascuna) e a dicembre dello stesso anno la IV e V serie (sempre di dodici esemplari).

   Agli inizi dell'anno successivo ne esegue altre tre serie: Napoli (sedici esemplari), Mystique o Le Monache (dodici), Il Biliardo (otto). Seguono altre sette serie: Il Girasole (sei cartoline), Donne musiciste (otto cartoline), Fiori e Frutti , Storia banditesca, VI serie Abruzzo o Castelli Abruzzesi (tutte dodici cartoline), Innamorati in costume abruzzese o Le Parigine (sei  cartoline), Avverbi figurati o Edera (sei).

   Agli  inizi del 1903 completa l'opera Il bagno della pastora, olio su tela di cm. 163 x 255 (Pescara, Museo Cascella) iniziata nel 1899. Del dipinto, in predicato di partecipare alla V Biennale di Venezia, si perdono poi le tracce fino al suo ritrovamento nel 1930.

Nello stesso anno esegue Nude con piante, serie di quattro cartoline e le litografie Ritratto di ragazzo e Ritratto di donna in costume (entrambe Chieti, Museo Barbella) nonché  il dipinto Il Natale in Abruzzo.

   Nel giugno 2004 realizza per le onoranze civiche di Chieti a Gabriele D'Annunzio l'opuscolo Pescara e Gabriele D'Annunzio con disegni del figlio Tommaso e di Vincenzo Alicandri e contenente due ritratti della madre del Vate. Subito dopo mette mano ad un ciclo di illustrazioni della Divina Commedia e ad altre due serie di dieci cartoline litografiche (Tipi regionali o Costumi italiani e Visi di popolani innamorati). In ottobre è a Roma ove illustra un articolo di Giuseppe Romualdi per la rivista “Avanti della Domenica”.

Nell'autunno dello stesso anno avvia i contatti con i Fratelli Pascale di Popoli, titolari di uno stabilimento per la produzione del liquore Centerbe, per il finanziamento di un progetto di rinascita della Illustrazione Abruzzese.

   Nel marzo del 1905, edita dai fratelli Pascale, vede quindi la luce la seconda serie della rivista che viene presentata a Roma il 26 dello stesso mese.

Il 17 aprile del 1905 viene ricevuto, insieme a Vincenzo Busi, Vincenzo Alicandri e Andrea Pascale da Vittorio Emanuele III che si congratula per l'iniziativa letteraria. Tra il maggio e il giugno dello stesso anno vede la luce a Chieti la Mostra d'Arte Antica, la prima a carattere retrospettivo, per la quale esegue tre cartoline commemorative; vi riscuotono particolare successo la litografia Testa di medusa  e il disegno Trionfo della morte (acquistati dalla GNAM di Roma). Dello stesso periodo è la litografia Canto ebro (Chieti, Museo Barbella).  Nel luglio produce la serie di cartoline Mostra d'Arte Antica Abruzzese (dodici cartoline) realizzata dalla Fototipografia Danesi di Roma.

   Ancora una volta per motivi economici, al quinto fascicolo la rivista Illustrazione Abruzzese stampata nel gennaio 1906 chiude definitivamente la serie, con la delusione del suo creatore e il rammarico di intellettuali e semplici lettori. Ne segue inevitabilmente il fallimento  dello Stabilimento Cascella.

Sempre in gennaio illustra la copertina de “L'Italia moderna”, Grande Rivista di Scienze, Lettere, Arti, Politica ed Economia diretta da Antonio Monzilli; nello stesso anno licenzia il dipinto La fonte, commissionatogli dal commerciante Giuseppe Forestieri  e presente all'Esposizione di Milano del 1906 (l''opera sarà poi trafugata dai Tedeschi a Pescara nella seconda guerra mondiale), oltre al disegno a penna Testa di Medusa e alle due litografie Trionfo della Morte e I mietitori.

In aprile, in occasione della violenta eruzione del Vesuvio, realizza  una serie di dieci cartoline in tre colori denominata Eruzione del Vesuvio. A dicembre partecipa alla LXXVII Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma con trentuno studi, uno dei quali, Prato con fiori bianchi, è acquistato dal Re.

   Nel 1807 fa ritorno a Milano ove apre un nuovo studio in Viale Monza al numero 26. Qui licenzia l'ennesima serie di cartoline (dodici) denominata Le Mietitrici Italiane. A maggio si reca a Parigi ove attiva i contatti con la galleria Druet per organizzare una mostra dei suoi due figli. L'esordio artistico dei figli avviene però a Milano alla “Famiglia Artistica” dal 20 al 30 novembre con un grande successo di pubblico; la casa reale fra l'altro acquista sette pastelli.

Partecipa subito dopo alla III Esposizione degli Artisti Italiani di Firenze presentando sei pastelli inediti di Tommaso.

   L'anno 1908 lo vede impegnato in febbraio, ancora con i figli Tommaso e Michele, alla 78a Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma e in maggio all'Esposizione Quadriennale d'Arte di Torino in Piazza Carlo Felice 11.

   In marzo del 1909 si porta a Parigi ove concretizzando i rapporti pregressi con la Galerie Druet organizza una mostra di 157 opere dei figli in Rue Royale 20, inaugurata il 2 di aprile. L'iniziativa, recensita anche da “Le Figaro”  ha un grande successo di critica e di pubblico. Nello stesso mese di aprile è presente all'Esposizione di Parigi.

   Nel 1910 propone il dipinto ad olio su tela La madonna della pace (Pescara, Museo Cascella) alla Commissione della IX Esposizione di Belle Arti di Venezia. L'opera viene rifiutata (F. Battistella). Segue la partecipazione con la litografia La voce dei venti (Chieti, Museo Barbella) all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano. E' quindi a Parigi alla 128a Esposizione di Belle Arti della Società degli Artisti Francesi nel mentre il diciottenne Michele espone al Salon d'Automne.

Nel contempo inizia la collaborazione con la rivista quindicinale “Natura ed Arte” edita da Vallardi per una presenza sempre più assidua. Vedono così la luce molte illustrazioni. Nel 1910 Un padre (1 settembre), Più che la morte (1 dicembre),  Il debito (15 dicembre): Nel 1911 La fiera (15 gennaio), La prova del fuoco (15 marzo), L'uomo che ci vede troppo e Pasqua (1 aprile), Una storia misteriosa (15 aprile), White curl e Talons rouges (1 luglio), L' angelo pentito (1 agosto), Paradiso perduto (15 agosto), La piccola Atene (15 settembre), La Bolla di Minosse e Meriggio autunnale (1 novembre), Farfalle nere (15 novembre).

Nello stesso 1911 illustra quattro numeri della nuova rivista a carattere poliziesco “Il Romanziere illustrato della Tribuna”: il 28 (La Romanza fatale), il 30 (Come uccisi ...), il  31 (I pagliacci) e il 32 (Flavia). Esegue anche la copertina dell'opuscolo della Tipografia Fratelli La Galla di Pescara Cenni biografici su Rosolino Colella, celebre psichiatra nativo di Città S. Angelo.

In  maggio organizza una “esposizione permanente dei figli Tommaso e Michele” al Circolo Artistico di Trieste. In autunno  esegue svariate illustrazioni per il  libro La Patria Risorta edito da Vallardi  per il cinquantesimo dell'Unità d'Italia e cura la “II Esposizione d'Arte Cascella” al Circolo Militare di Torino.

   Nel 1912 collabora con la nuova rivista di Vallardi “La Patria” illustrando testi letterari e poesie: nel primo numero Aquileia, “Romane, memento!”, Ricominciamo da capo,  La bicocca di San Giacomo, Italia e Tripoli,  La mano di Fatma; nel secondo numero Il Tricolore, La logica del caso e altre illustrazioni nel terzo.

Per la rivista “Cultura Moderna” sempre di Vallardi esegue le illustrazioni per i racconti Dente per dente, Una signorina in soprannumero, La buon'anima di Agnese, Civetta!..., Come ebbi il piacere di conoscere me stesso, La nave di Dante, Uno strano processo, Pàroli! Il mistero del dottore.

   L'anno seguente, il 1913, collabora con la rivista “Patria e colonie” con le illustrazioni per L'ospite nero e La festa do San Giovanni a Roma, Prima mostra industriale italiana in Tripoli e altre. Per “La Cultura Moderna” esegue e illustrazioni per Ellade, Passa la dea, Virgilio, Una strega ... dicono.

In aprile espone a San Paolo del Brasile. In giugno è a Parigi. In luglio torna a Pescara ove in agosto inaugura la Mostra “Esposizione Artistica di Tommaso e Michele Cascella” a Palazzo Michetti. Successivamente illustra la copertina del libro Stelle lucende di Alfredo Luciani edito da Vincenzo Bonanni di Ortona. Il 7 di settembre inaugura a Villa d'Este di Cernobbio una “Esposizione d'Arte Personale Cascella” con ottantanove opere di Basilio e  dei figli.

   L'anno 1914 segna la nascita, sulle ceneri e “i passi incerti dell'Illustrazione Abruzzese”, della “Grande Illustrazione”, ulteriore e indefesso tentativo editoriale oltre che creare una importante rivista letteraria anche di dar vita a “... un bel sogno...”.  I direttori sono Cascella e Antonelli, editori i Fratelli Pascale e M. Fracchia & C. Nel corso del primo anno vedono la luce i dodici numeri mensili.

Alla rivista collaborano i più bei nomi del mondo artistico e letterario: Pirandello, Valori, Gozzano, Saba, Moretti, Valeri, Negri, Panzini, Cardarelli, Baldini, Marinetti, Maeterlinck, Mauclair, Fort, Sartorio, Previati, Carena, Irolli, Spadini, Rodin, Boccioni, Severini.

L'indirizzo artistico è dapprima antimpressionista nel mentre è interventista nei riguardi della Grande guerra. Proprio alla guerra la rivista dedica i suoi primi temi. Cascella invia a tal fine il figlio Tommaso sul fronte francese per illustrare dal vivo gli avvenimenti bellici: ne nasce una serie di 36 cartoline commercializzate a beneficio della Croce Rossa Italiana.

   All'inizio del 1915 licenzia L'Abruzzo, serie di dieci cartoline in tricromia commercializzate a vantaggio dei superstiti del sisma del 13 gennaio dello stesso anno.

La “Grande illustrazione” produce altri quattro numeri dopo i quali interrompe le pubblicazioni.

Allo scoppio del rimo conflitto mondiale i figli Tommaso e Michele sono chiamati alle armi.

Nell'estate riprende la stampa elle cartoline producendone in tricromia dieci serie di sei: Sogni ... e Realtà! (serie 1031), Coppie nella neve (1033), Primavera! o Printemps! (1054), In barca o Barcarole (1073), Il primo amore o The first love (2001), Le stornellatrici (2005), Il bacio (2734).

Illustra la copertina del Il Libro D'oro del Sapere, dei professori  G. Naccari, F, Vuirgilio e E. Artini edito a dispense da Vallardi.

   Nel febbraio del 1916 presenta la “Esposizione personale Tommaso e Michele Cascella – Impressioni di guerra” al Palazzo delle Aste di Milano in Via Santa Radegonda 18.

Esegue una cartolina monocromatica in fototipia dal titolo Frammento con finalità patriottiche.

   All'indomani del fallimento dell'operazione editoriale della “Grande illustrazione”, si trasferisce, nel 1917, a Rapino con l'intento di dedicarsi all'arte della ceramica frequentando la bottega del maestro Fedele Cappelletti.  Contemporaneamente apre un nuovo studio a Milano in Viale Monza 50.

   Nel 1919 disegna la copertina de Il ventaglio di Faust di Filippo Sùrico, edito dall'istituto “Volere è potere” di Roma.

   Nel febbraio 1920 illustra la copertina della rivista mensile “L'Abruzzo” (Rassegna di vita regionale) per i tipi dell'Editore Carabba di Lanciano. Dipinge l'opera L'Annunciazione che esporrà di li a dieci anni a Roma.

Il 21 agosto inaugura a Pescara la Mostra regionale abruzzese di arte applicata coordinata da un Comitato cittadino, con grande concorso di autorità politiche e artistiche. Insieme ai dipinti e alle ceramiche dei Cascella sono esposti altri manufatti: ferro battuto e rame da Guardiagrele., mobili artistici da Pescara, pizzi e merletti da L'Aquila.

   Nel 1921 trasforma lo stabilimento di Pescara in bottega d'arte, inaugurata il 20 agosto, festa di San Cetteo. Nel giugno inaugura la Mostra Cascella di dipinti, maioliche e manifatture abruzzesi alla Galleria Centrale di Torino in Via Po al numero 4.

   L'anno successivo, il 1922,  compone una cartolina commemorativa per la Filodrammatica Aterno di Pescara. Nel febbraio è presente all'Esposizione di Rapallo  con svariate cartoline e ceramiche e la stampa Partenza emigranti. In marzo tiene una conferenza al Tetro Comunale di Teramo su La situazione artistica e l'arte ceramica applicata negli Abruzzi. In aprile è a Sulmona per una conferenza e subito dopo crea una cartolina in fototipia sulla Conferenza di Genova.

Nel dicembre il Re Vittorio Emanuele III gli conferisce il titolo di “Maestro d'arte”.

   Nel gennaio e febbraio del 1923 è a Mantova con la “Mostra della Bottega d'Arte Cascella” in cui oltre ad opere sue e di Tommaso sono presenti per la prima volta quelle del diciannovenne Gioacchino.

Il 4 febbraio è a Teramo per un omaggio a Giacomo Acerbo; il 10 febbraio con Tommaso a Chieti alla Camera di Commercio per discutere delta realizzazione del Padiglione Abruzzese alla Fiera Campionaria di  Milano.

Nel maggio del 1923 è presente con le maioliche alla Prima Mostra Biennale Internazionale delle Arti Figurative nella Villa Reale di Monza con altri illustri pittori (Prini, Depero e Cisari fra gli altri) nonché maestri vetrai, ceramisti, mobilieri, architetti e arredatori. Per l'occasione realizza anche una cartolina in fototipia. Il 10 giugno è al Teatro Marrucino di  Chieti  con la conferenza “Noi e l'arte”.  In agosto espone allo Stabilimento termale Tettuccio di Montecatini.

In occasione della Settimana Abruzzese (rassegna artistico-folkloristica in Castellammare Adriatico e Pescara dal 19 al 26 agosto con la presenza di Mussolini) esegue la cartolina ricordo Le Cantatrici.

Istituisce a Guardiagrele una scuola serale per l'insegnamento a giovani artigiani.

   Nel 1924 porta a compimento, con la collaborazione di Tommaso,  il decoro e i fregi commissionatigli  dal l'Onorevole Raffaele Paolucci per la Grotta Sacrario della Majella, cripta scavata nel cuore della montagna a Bocca di Valle che accoglie le spoglie dell'eroe Andea Bafile e che decora con tre imponenti pannelli di ceramica.

Esegue il manifesta per la Croce Rossa.

   Nel marzo  1925 inaugura, con opere sue e dei tre figli, la “Mostra Cascella” a Napoli presso l'Associazione Abruzzese Molisana in Piazza Vittoria 287. 

In aprile esegue a Pescara il disegno caricaturale Il grande ritorno (“scherzo” su un ventilato rientro  del Vate a Pescara) e il Ritratto di Gabriele D'Annunzio in maiolica (Pescara, Casa natale di Gabriele D'Annunzio). 

In maggio  licenzia il Ritratto di Francesco Paolo Tosti in ceramica (Ortona, Palazzo Comunale) e una Testa di donna per la copertina della 6a Maggiolata Abruzzese (illustrerà successivamente della stessa rassegna  anche le edizioni del 1925, 1926 2 1930). Nello stesso mese è presente con i figli in una speciale “Sala Cascella” alla Seconda Mostra Internazionale d'Arte Decorativa di Monza ove espone una ricca produzione  di ceramica decorativa (piatti, mattonelle, anfore, vasi) (alcuni in Pescara, Museo Cascella) e di mobili con innesti di pannelli in ceramica del mobilificio Seccia di Pescara. Nel dicembre crea il Calendario pubblicitario 1926 della Società Anonima Italiana di Assicurazione “La Terra”.

   E' del 1926 la copertina L'anima in fiamme per l'opera omonima di Peppino Bucciante stampata a L'aquila da Vecchioni.

In settembre realizza il Diploma per l'Esposizione Didattica Abruzzese organizzata da Francesco Merolli, ispettore scolastico di Chieti sotto l'Alto Patronato del Re e la Presidenza Onoraria del Capo del Governo. Nei mesi di novembre e dicembre la Bottega d'arte Cascella è a Biella nei locali del Circolo Commerciale.

In dicembre riceve l'incarico per la decorazione della Sala delle Terme di Montecatini. L'opera prevede la realizzazione di sette grandi pannelli in ceramica a carattere allegorico (L'infanzia, L'adolescenza, La bellezza, La fonte, La forza, La  maturità, La vecchiaia) da destinare alla Galleria dei  banchi mescita dello Stabilimento “Tettuccio”. Viene coadiuvato nell'impresa dal figlio Gioacchino, particolarmente versato per l'arte della ceramica, appoggiandosi per la produzione alla ditta Percossi di Civita Castellana. L'impresa si completa  nell'estate del 1927.

Nel dicembre dello stesso 1926 riceve dal Governo la commissione di un lotto di formelle oltre ad un grande pannello in ceramica con l'effigie della Madonna del Grano a carattere propagandistico per quella “battaglia del grano” intrapresa e sostenuta dal regime fascista (un esemplare in Pescara, Museo Cascella, Inv. 147). Il bozzetto viene visionato dal Duce in persona. L'operazione, perfezionata anch'essa  nello stabilimento Percossi vede il completamento del grande pannello (cinquantaquattro mattonelle per una superficie di 180 centimetri per 130) nell'agosto del 1927.

   Nell'agosto del 1927 produce la serie di cartoline in fototipia “Ceramiche Stabilimento Tettuccio di Montecatini Terme” (otto cartoline con i soggetti sopra elencati) a cui seguono altre tre serie (due in tricromia ed una in bianco e nero). Nello stesso mese disegna le tavole interne e la copertina del trittico teatrale di Niccolò De Colli Sosta Notturna. In settembre espone maioliche (con i piatti de La figlia di Jorio), pannelli e arazzi alla Terza Biennale di Monza.

Nell'ottobre a Rapino si dedica con Gioacchino alla confezione delle formelle della Madonna del Grano destinate alle case coloniche, producendone oltre cinquecento. In novembre propone la “Mostra Cascella” alla Bottega d'Arte di Brescia.

   Nei primi mesi del 1928 produce un pannello policromo  della Madonna del Grano, esposto poi alla Prima Mostra Nazionale del Grano di Roma e venduto l'anno successivo alla neonata Provincia di Frosinone ove si trova tuttora (bozzetto in Pescara, Museo  Cascella). Successivamente è presente come “Bottega dei Ceramisti” alla XCIV Esposizione della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. In estate espone a Francavilla al Mare.

   L'anno successivo, in febbraio è presente con il figlio Michele in una importante retrospettiva alla Galleria Lino Pesaro di Milano.

Nel marzo del 1929 perde la moglie Concetta Palmerio, sessantaquattrenne. Il 24 dello stesso mese viene eletto deputato e nella seduta del 27 maggio fa il suo primo intervento in aula su Arte applicata e sui Maestri d'Arte. In novembre partecipa a Roma al Primo Congresso Nazionale dell'Artigianato ove presenta la relazione Per il rinnovamento dello stile.

   Nel febbraio del 1930 riceve dal Re e dalla Regina l'importante incarico di illustrare in un dipinto le nozze del Principe Umberto con Maria Josè. In maggio organizza col figlio Tommaso una mostra di 110 opere alla Galleria Vitelli in Genova e una personale di 87 opere (ceramiche, dipinti e incisioni) insieme a Gioachino (40 maioliche) a Roma nella sede di “Fiamma in Via Bocca di Leone.

Nel dicembre dà inizio ai lavori per la realizzazione di cinque pannelli in ceramica coi panorami di cinque importanti città italiane (Firenze, Roma, Torino e Milano) da collocare nella  saletta reale per la Galleria di Testa della Stazione di Milano. Li ultimerà l'anno seguente.

   Nel gennaio del 1931 partecipa alla Prima Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma a Palazzo delle Esposizioni. La rassegna ospita una sala dedicata ai futuristi.

   Nel 1932 fissa definitivamente la residenza a Roma in Via Trionfale al n. 21.

Il 22 aprile inaugura a Roma la “Mostra d'Arte Cascella” alla “Camerata degli Artisti” in Piazza di Spagna; espone venti opere sue e oltre 120 dei figli. Il 27 tiene alla Famiglia Abruzzese e Molisana di Roma la conferenza sull'arte dal titolo Ottocento, Novecento e Duemila, poi pubblicata a stampa. Il 5 di giugno, presentato dal  Segretario Federale Adolfo Pirocchi, tiene al Teatro Comunale di Teramo la conferenza  Arte, Artigianato e Fascismo. Contemporaneamente presenta al Circolo Artistico della stessa città la “Mostra Cascella” con 130 opere sue e dei figli.

Sul finire dell'anno partecipa, tra molte polemiche, alla Prima Mostra Sindacale d'Arte de L'Aquila.

   L'anno successivo, il 2 di aprile è a Pescara ove partecipa alla cerimonia della posa della prima pietra della nuova chiesa di San Cetteo, protettore della città.

Scaduto il mandato parlamentare della XXVIII Legislatura il 19 gennaio 1934 Basilio non viene ripresentato dal Partito Fascista per la XXIX. Abbandona la politica attiva.

Si dedica così più intensamente alla pittura producendo opere di vaste dimensioni, per lo più commissionate da enti e ministeri.

Il 17 febbraio è in udienza ufficiale da Pio XI.

Sempre nel 1934 compone con la collaborazione di Tommaso le due opere allegoriche La Terra e Il Mare destinate al salone di ricevimento del Palazzo di Governo di Bolzano.

   Il 25 agosto del 1935 inaugura una mostra personale delle decorazioni per il Palazzo di Governo e per il Comune di Pescara.

   In giugno del 1936 licenzia la tela La giornata della Fede offerta poi alla Regina (oggi in Collezione di Casa Savoia?). In luglio è alla III Mostra d'Arte di Pescara ospitata nelle sale del Liceo classico; fra le opere esposte è molto apprezzata l'opera La Fonte (trafugata nel 1944 dai tedeschi).

   Nel 1937 dipinge la monumentale tela (cm. 290 x 178) Il Mietitore espressamente dedicata al Duce e destinata al Ministero dell'Agricoltura nonché altre due grandi tele per il Ministero degli Interni, Gente italica e Fabbro. Partecipa a Campobasso alla IV Mostra del Sindacato Provinciale Fascista di Belle Arti dell'Abruzzo e Molise.

  Nel giugno del 1938 è presente con cinque ceramiche (L'amore, Donne e baccanti, Le tre Parche, Raccolta delle erbe e Satiro legato) alla Quinta Mostra d'Arte del Sindacato fascista Belle Arti dell'Abruzzo e Molise a Teramo, ospitata nel Palazzo del  Regio Istituto Magistrale “Giannina Milli”. La rassegna comprende anche quattordici dipinti di Tommaso, quattro acquarelli di Gioacchino e dieci terrecotte di Andrea Cascella.

   E' del 1939 la grande decorazione musiva (realizzata materialmente dalla Scuola della Città del Vaticano) per la nuova Stazione Marittima di Messina su progetto di Michele e con la collaborazione di Tommaso; sarà distrutta durante l'ultima guerra.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Basilio risiede nel suo appartamento romano in Via Trionfale 21 ove resterà, salvo sporadiche sortite estive a Pescara, per tutta la durata del conflitto.

   Dipinge nel 1944 il San Tommaso che tocca il costato del Cristo risorto per la Cattedrale di Ortona (ivi); nel 1945 l'allegoria Trionfo della Libertà dedicata al Presidente Franklin Delano Roosvelt in occasione della morte.

Nel maggio del 1946 è a Roma alla Galleria S. Marco in Via del Babuino 61 con un'esposizione di 46 opere tra cui Trionfo della libertà e Il suono e il sonno. Nell'ottobre tiene una personale coi figli alla Galleria Ranzini di Milano comprendente il bozzetto de Il suono e il Sonno (Chieti, Palazzo della Provincia).

   Dal gennaio al febbraio del 1948 è di nuovo alla Galleria Ranzini di Milano con una personale di 54 opere: dipinti, incisioni litografiche, acqueforti, ceramiche e disegni.

   Nel maggio del 1949 espone opere sue e dei figli alla Bottega d'Arte di Chieti.

   Muore alle 14.15 di lunedì 24 luglio nella sua abitazione di Via Trionfale A Roma. La salma viene trasferita dapprima a Chieti e quindi tumulata nel cimitero di San Silvestro a Pescara.

Date: Pescara 1 ottobre 1860 - Roma 24 luglio 1950

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