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Biografia - Paloscia

Pugliese di nascita, è da ritenere napoletano di elezione perché già a 11 anni lo troviamo nella città campana dove si registra la sua formazione artistica,  con la frequentazione dell’Accademia di Belle Arti, e soprattutto con l’insegnamento di alcuni protagonisti della ricerca pittorica partenopea, in particolare Morelli, Dalbono e gli abruzzesi Filippo Palizzi e Francesco Paolo Michetti. Fu proprio quest’ultimo ad avere per il giovane pittore pugliese parole di stima fino a definirlo “pittore moderno ed estroso”, stima che si concretizzò con l’invito nel 1905 a  trasferirsi a Francavilla al Mare per decorare  il salone del Circolo “La Sirena”. Nella cittadina adriatica, assai nota a livello nazionale  per il cenacolo che radunava personaggi del calibro di D’Annunzio, Michetti, Tosti, Barbella, conobbe e sposò Vincenzina Tucci, da cui ebbe ben 12 figli, uno dei quali, Tommaso scomparso nel 2005, è stato insigne giornalista e critico d’arte. La sua pittura di carattere decorativo con tematica floreale ricorrente va inquadrata entro il perimetro dell’Art Nouveau, alias Liberty, stile diffusosi in Europa tra il 1890 e il primo decennio del ’900. Basti esaminare a questo proposito le opere che ci sono pervenute, in particolare gli affreschi per il villino denominato “Geniola”, situato sul lungomare che da Pescara conduce  a Francavilla datati 1927 (davvero suggestive “Le quattro stagioni”, tematica ripresa altre volte), quelli per la Villa Terra  sempre a Francavilla e  per Palazzo Tinozzi di Cugnoli.  Decorazioni parietali sempre di carattere floreale furono da Paloscia realizzate non solo in Abruzzo, ma anche in altre  ville gentilizie di Puglia,  Lazio, Toscana. Degne di nota quelle di Palazzo Tibaldi nel comune di Santi Cosma e Damiano  in provincia di Latina riscoperte e poste in mostra qualche decennio addietro, precisamente nel 1984. Ugualmente da ricordare le decorazioni eseguite per il Circolo Aternino di Pescara ove nel 1923 venne accolto Benito Mussolini in visita al capoluogo adriatico, il cui evento è documentato nel supplemento della rivista “Oggi e domani” (gennaio 1994).  La sua notorietà varcò anche i confini nazionali : si ricorda ad esempio una sua decorazione eseguita nel 1931 a Scutari commissionata dal re di Albania.  L’artista trascorse l’ultimo decennio di vita a Pescara. Una sua opera, donata dagli eredi, è conservata al Museo Nazionale  d’Abruzzo a L’Aquila.


Leo Strozzieri

Date: Terlizzi (BA) 1871 - Pescara 1942

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