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Tocco da Casauria (PE), 4 ottobre 1851 – Francavilla al Mare (CH), 5 marzo 1929 I primi studi artistici compiuti a Chieti gli garantirono il pensionato al R. Istituto di Belle Arti di Napoli nel 1868, dove ottenne due premi di incoraggiamento con una Mezza figura di vecchio e Paesaggio con figura. Strinse rapporto con Morelli, Palizzi, Dalbono e i pittori della Scuola di Resina. Attraverso Morelli conobbe Paolo Rotondo che divenne suo mecenate (oggi le opere sono nei Musei napoletani). Nel 1871 De Nittis lo presentò al mercante Reutlinger, instaurando un rapporto con regolare contratto; più tardi si legò a Goupil e a Seeger, imponendosi sul mercato francese e internazionale. Nel 1872 partecipò al Salon parigino con Retour du poteger e Somneil de l’innocence. Dall’incontro con la pittura di Mariano Fortuny nel 1874, Michetti acquisisce una nuova tecnica basata sul virtuosismo cromatico che caratterizzerà tutta la sua produzione degli anni Settanta. Uno degli esiti più felici in questi senso è La raccolta delle olive esposta al Salon del 1875. Si impose all’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 con La Processione del Corpus Domini a Chieti, donata alla contessa De La Feld dopo una lunga contrattazione conclusa con Goupil. La contessa, che gli commissionò anche la Mattinata, cedette entrambe le opere a Matteo Schilizzi, che le propose alla Mostra Internazionale di Berlino del 1891 dove il Corpus Domini fu acquistato dall’Imperatore di Germania Guglielmo II. In questa occasione espose anche Sentiero che mena alla chiesa, Villanella coi tacchini, Pastorella con pecore, La serenata, che si aggiudicò la medaglia d’oro, e Scena di matrimonio nell’Abruzzo, entrata nella raccolta della Real Casa di Monza. Michetti ebbe una vita espositiva molto intensa soprattutto a livello nazionale e internazionale; tra queste presenze ricordiamo l’Esposizione Universale di Parigi del 1878 con Primavera e amore, Un bacio, la gouache Animali, e la terracotta Contadina; le mostre nazionali di Torino nel 1880 (Pescatori di tondine – Adriatico, L’ottava, Un’impressione nell’Adriatico, Domenica delle palme, I Morticelli), di Milano nel 1881, dove espose Aida, per la signora De Giuli, e vari studi dal vero a tempera e a pastello. Al pastello si avvicinò, con Dalbono, a partire dal 1877, percorrendo la strada solcata qualche anno prima da De Nittis.
Nella fase tarda, abbandonata quasi del tutto la pittura, si dedicò alla fotografia, sperimentando tecniche sempre più audaci, non trascurando però la scultura in terracotta che lo aveva da sempre interessato.
Tratto da: “L’Ottocento Napoletano”, c.e. Galleria D’arte Vittoria Colonna, Dicembre 2003 |


